Dinamismo di un footballer


Dinamismo di un footballer
Umberto Boccioni, 1913
Olio su tela cm 195x200
New York, Museum of Modern Art

Fig. 1 U. Boccioni, 1913, Dinamismo di un footballer


Dinamismo di un footballer è il più famoso quadro sul calcio ed è stato realizzato da Umberto Boccioni uno dei principali esponenti del Futurismo.
Il Futurismo, fondato a Parigi nel 1909 dal poeta Filippo Tommaso Marinetti, è stato la prima avanguardia italiana. A differenza delle avanguardie che lo avevano preceduto (l’espressionismo e il cubismo) il Futurismo si presentava al pubblico con un chiaro programma il Manifesto del Futurismo, pubblicato da Marinetti nel 1909 sul giornale parigino Le Figaro, e con manifesti, mostre e incontri pubblici che avevano una chiara intenzione provocatoria nei confronti degli spettatori e che, per questo, spesso finivano in rissa.
I futuristi si contrapponeva nettamente alla cultura tradizionale che definivano passatismo. Il loro pubblico erano gli uomini del proprio tempo, figli della moderna civiltà industriale ed esaltavano il ruolo della macchina, della velocità, della fabbrica dell’elettricità, dell’automobile e dell’aereo nel definire un’epoca della storia umana completamente diversa dalla precedente. La velocità era per i futuristi un ideale di bellezza moderno e, per questo, più importante di quello dell’arte del passato; il loro obiettivo, in pittura come in scultura, era, quindi, proprio quello di rappresentare la sensazione dinamica generata dalla velocità.
Sensazioni dinamiche particolarmente forti erano quelle che si potevano provare nello sport che ben presto divenne uno dei loro soggetti preferiti, anche in virtù del fatto che lo sport esaltava anche altri ideali del futurismo come la forza, la giovinezza, la sfida, la battaglia (i futuristi esaltavano anche la guerra e, per questo, furono vicini al Fascismo si espressero a favore dell’entrata in guerra dell’Italia nella I guerra mondiale)
Mentre molti autori si dedicarono alle corse automobilistiche, Boccioni si concentrò sui due sport più popolari dell’epoca il ciclismo e il calcio.

Dinamismo di un footballer è un esempio dello stile di Boccioni che si definisce dinamismo plastico.
La parola plastico sta ad indicare il fatto che, nel rappresentare il movimento, Boccioni non modella solo il corpo dell’atleta, ma anche l’ambiente che gli sta intorno –l’aria, la luce, il suolo- e che l’atleta attraversa nel suo movimento; un po’ quello che accade quando, nella pubblicità delle auto sportive, ci fanno vedere l’aria che scorre sulla carrozzeria. Il movimento non è quindi rappresentato da una successione di movimenti (vedi figura 2), ma da una forma continua che comprende soggetto e ambiente.

Fig. 2 Etienne-Jules Marey, 1830-1905,cronofotografie

Per questo Dinamismo di un footballer non è un’opera stratta, come potrebbe apparire ad un primo sguardo nel suo insieme di linee e di figure geometriche di aspetto e dimensione differente.
Se si guarda con attenzione si riconosce il corpo del calciatore (vedi figura 3): al centro c’è la sua coscia destra, in basso a sinistra il resto della gamba; la gamba sinistra occupa la metà inferiore opposta del dipinto; il braccio destro forma un arco che si estende in tutta l’area superiore sinistra, mentre quello sinistro è nascosto dal corpo
In corrispondenza dell’atlea le figure geometriche hanno un volume ben definito e domina il rosso, il colore che i futuristi associavano al mondo meccanico e sportivo. In questo modo il corpo del calciatore è evidenziato come una massa più densa e dinamica dell’ambiente circostante dove, invece, si vedono superfici più piatte e colori più tranquilli che rappresentano una materia più statica: il terreno da gioco (verde), l’aria (blu) e la luce (giallo e bianco) che sono però modificate dalla corsa dell’atleta in un movimento a spirale. Il gesto sportivo diventa così un’esplosione di energia che travolge l’ambiente.


Fig. 3 Boccioni, 1913, Dinamismo di un footballer, linee di forza






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